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Sorget (Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”) – Webinar: Governare l’epidemia: Società, istituzioni e sicurezza

Il 25 giugno 2020, a partire dalle 15.30, si svolgerà il Webinar “Governare l’epidemia. società, istituzioni e sicurezza pubblica”.
Il seminario, che si svolgerà sulla piattaforma Microsoft Teams, è organizzato dall’Università della Calabria – Istituto di Studi penalistici “Alimena”, Centro Ricerca Interdipartimentale ISPA, Historia & Desastres e dalla Red Geride – Políticas Públicas de Gestión del Riesgo de Desastres en Latinoamérica e vedrà la partecipazione anche di Gianni Silei del Centro Sorget che presenterà un intervento dal titolo: “La pandemia di influenza del 1957-58”.

Clicca qui per scaricare il programma (pdf)

 

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Sorget (Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”) – La gestione del rischio di catastrofi: alcune riflessioni a cinque anni da Sendai

La rivista International Journal of Disaster Risk Science ha pubblicato un numero speciale dedicato al quinto anniversario della Terza Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite che, su richiesta dell’Assemblea generale ONU e con il sostegno dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNISDR), si svolse a Sendai nel 2015 e che sancì il passaggio da un approccio basato sulla “gestione delle catastrofi” ad uno imperniato sulla “gestione del rischio di catastrofi”, attraverso il ruolo di primo piano riconosciuto alle attività di prevenzione.
Introdotto da un contributo di Ilan Kelman, il numero presenta una serie di riflessioni, da prospettive diverse ed autorevoli, sul Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030 e sui suoi sviluppi. Particolarmente interessante, in quanto incentrato sulle emergenze sanitarie, pandemie comprese, il contributo a più voci di Natalie Wright, Lucy Fagan, Jostacio M. Lapitan, Ryoma Kayano, Jonathan Abrahams, Qudsia Huda e Virginia Murray.

Tutti gli articoli possono essere scaricati gratuitamente dal link: https://link.springer.com/journal/13753/11/2

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Sorget (Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”) – “Pandemia 2020”, un instant book sull’Italia durante il primo mese di Covid-19

Alessandra Guigoni, Renato Ferrari (a cura di), Pandemia 2020. La vita quotidiana in Italia con il Covid-19, Danyang, M&J Publishing House 2020, pp. 245, ISBN 979-11-85666-18-1 95330, Licensed under the Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0

Per scaricarlo gratuitamente: clicca qui

In quanto evento apocalittico nel senso etimologico del termine, l’emergenza del Covid-19 ci sta rivelando molto, in positivo e in negativo, delle nostre società, economie, sistemi politici. Gli spunti di riflessione sono innumerevoli.  La pandemia ha ad esempio confermato quanto sia stata illusoria in un contesto globalizzato l’idea della semplice chiusura dei confini nazionali. Anche considerando l’eccezionalità della situazione e la velocità di propagazione del virus, appare evidente che molti sistemi sanitari nazionali europei hanno incontrato forti difficoltà nell’adozione delle misure di contrasto alla diffusione del virus. Si tratterà di capire in questo senso quanto abbiano pesato in questo le politiche economiche adottate e le politiche di managerializzazione e liberalizzazione di cui sono stati oggetto in passato i sistemi sanitari nazionali. E che dire, per l’Italia, del nodo della regionalizzazione della Sanità e più in generale del rapporto tra le Stato le Regioni e gli altri enti territoriali alla luce di alcune drammatiche criticità emerse con l’esplodere dell’emergenza? Il dibattito attorno al ripensamento dei sistemi sanitari ma anche del sistema di protezione sociale e della rete di tutele in particolare per i settori più deboli della società alla luce delle ripercussioni economiche provocate dal blocco di interi comparti è già in corso. La pandemia sarà da stimolo per l’inizio di un nuovo dibattito sul welfare state? L’emergenza sta ponendo anche l’attenzione su ulteriori questioni altrettanto rilevanti: il ruolo dei media, in particolare dei social e delle fake news, il nesso tra libertà e sicurezza – compresi i risvolti posti dalle nuove tecnologie – in situazioni di emergenza, l’uso del soft power (si pensi alla politica di aiuti di Russia e Cina, ad esempio), il ruolo delle istituzioni europee, la loro percezione e il loro futuro. Non si tratta però solo di questioni astratte o di macroproblemi: quale sarà l’impatto dell’attuale crisi sul modo di pensare e vivere degli individui, come cambieranno gli spazi collettivi? Quali le questioni infrastrutturali che si porranno? Come si riorganizzerà il sistema dei trasporti? E come e se si modificherà la sociabilità, lo sport, il turismo, il tempo libero? E infine, la domanda delle domande: essendo i rischi strettamente connessi alla percezione, come cambierà il nostro modo di concepirli? Abbandoneremo l’illusoria ricerca del “rischio zero”? Un lungo elenco di temi ed interrogativi che a sua volta rappresenta solo una parte delle possibili linee di indagine sul cambiamento, quanto effettivo e duraturo lo dirà il tempo, che in questo momento pare delinearsi all’orizzonte.

Partendo dall’inizio della quarantena decisa in conseguenza dalla drammatica diffusione del Covid-19, questo instant book curato da Alessandra Guigoni e Renato Ferrari e realizzato attraverso il contributo anche di Sabrina Parisi e Agnese Vardanega non si propone come obiettivo quello di analizzare la pandemia in sé quanto piuttosto quello di descrivere, attraverso una molteplicità di approcci e con un linguaggio quanto più possibile divulgativo, il suo impatto, le varie sfaccettature e le sue possibili conseguenze.

Strutturato in cinque parti, il libro propone dunque in apertura un inquadramento della crisi del Covid-19 letta attraverso una duplice lente, quello della storia – l’emergenza alla luce delle precedenti pandemie e dunque le “radici del male”  (Silei, Cea, Rizzi) – quella delle prime modalità di gestione della crisi e del suo contenimento, in particolare nel contesto asiatico, con particolare attenzione al difficile equilibrio, in contesti emergenziali, tra tutela della sicurezza e salvaguardia delle libertà democratiche (Fumian, Ceccarelli, Lazzarotti) e le sue prime ricadute sull’immaginario collettivo (Traversari).

La seconda parte si concentra sull’Italia e sull’impatto dello tsunami pandemico sulla quotidianità, proponendone una prima riflessione dal punto di vista della storia, della antropologia medica (Carlino, Conforti, Palumbo, Pizza, Schirripa, Traversari) e sociologica, con particolare attenzione alla mediatizzazione dei dati legati all’andamento dell’epidemia e alla loro percezione (Vardanega). Di particolare interesse le interviste che accompagnano queste prime sezioni del libro: il genetista Edoardo Boncinelli, l’antropologa della medicina Roberta Raffetà, il dottor Ottavio Di Stefano, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Brescia, Monica Musio, docente di scienze economiche e statistiche.

Proprio con le parole del semiologo Gianfranco Marrone, si apre la terza parte del libro, tutta incentrata sulla comunicazione al tempo del Covid, che, avvalendosi dei contributi di Sedda, Gabriele Marino, di Roberto Vacca e di Luciano Floridi, si sofferma in particolare sulla “socializzazione del virus” e sulla “viralità della comunicazione” attorno al Covid-19 nell’immediatezza dell’emergenza ponendo anche delle prime ipotesi circa le prospettive a breve-medio termine.

L’impatto più dirompente dell’emergenza è stato però quello che ha riguardato il vissuto quotidiano. Un primo focus sulle conseguenze dell’adozione delle rigide e prolungate misure di distanziamento sociale introdotte per prevenire e rallentare la diffusione del contagio è al centro della quarta parte del saggio (Parisi, Guigoni, Balma Tivola, Mangiapane, Wintherhalter, Barba, Di Silvio, Spaziante). Cosa ha comportato per la routine di milioni di italiani questa drammatica rottura della quotidianità? Che conseguenze ha avuto la forzata, ed eccezionale, trasformazione delle case da “nido domestico” a luogo di lavoro, aula scolastica o universitaria, “luogo di consumo, di attività legate al tempo libero” o addirittura palcoscenico per flash mob luoghi di performance musicali ed artistiche? E quale impatto ha avuto il lockdown sui soggetti più fragili, su tutti i minori? Com’è cambiato il modo di rappresentare l’ambiente familiare attraverso i social e se e come si sono modificate la cura del corpo, il modo di vestire e di mostrarsi ma anche il modo di guardare allo sport, a cominciare dal calcio?

L’ultima sezione (Paltrinieri, Casella, Cossetta, Aime, Zollo, Bormolini, Boni) si sofferma sui “fenomeni di dono e di consumo” e sulle possibili conseguenze non solo in termine di modi di produzione, stili di vita e di consumo ma anche della “nuova cornice di senso della vita”, ma anche della percezione della morte, durante la pandemia per poi concludere, significativamente, con un’analisi fortemente critica del modello di comunicazione in tempo di crisi che le istituzioni hanno scelto di adottare (Arcangeli).

Un affresco a più voci che, come giustamente sottolineano i curatori nelle conclusioni, non intende né cavalcare strumentalmente (o men che meno commercialmente) l’onda dell’emergenza (il libro è scaricabile e fruibile gratuitamente) né pretendere di avanzare – né sarebbe possibile data la contemporaneità dei fenomeni descritti e il diretto coinvolgimento, prima di tutto emotivo, degli osservatori – conclusioni di sorta ma, proprio attraverso una pluralità di approcci, di linguaggi e di spunti di approfondimento, si propone di trasformare l’apparente dissonanza ed eterogeneità dei contributi, trasformandola in una sorta di punto di partenza per ulteriori e più approfondite analisi. L’immagine di questo lavoro corale come di “una sessione di cool jazz in cui ciascuno ha suonato – solo in apparenza […] – una melodia slegata, contribuendo invece a plasmare un componimento intrigante e armonico” appare dunque azzeccata.

Gianni Silei

Il post è stato pubblicato su “Amici di Passato e Presente” il 20 aprile scorso: 
https://amicidipassatoepresente.wordpress.com/2020/04/22/scheda-di-presentazione-a-cura-di-gianni-silei-di-pandemia-2020-la-vita-quotidiana-in-italia-con-il-covid-19/

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“Immaginario, emozioni collettive e malattie tra Otto e Novecento”

“Immaginario, emozioni collettive e malattie tra Otto e Novecento” un video intervento di Gianni Silei (Università di Siena), coordinatore scientifico del Centro Studi sulla Società del Rischio e Gestione del Territorio (Sorget), costituito nell’ambito della Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”, per le PillolediStoria di M9 il museo multimediale dedicato alla storia del ’900.


https://www.facebook.com/M9museum/videos/656077948483864/

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Il Convegno su Società del Rischio e Gestione del Territorio

sorget2019cIl 5 e 6 dicembre 2019, nei locali di Casa Lapi, sede della Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” di Firenze, si sono svolti i lavori del convegno internazionale di studi “Società del Rischio e Gestione del Territorio”. Il convegno ha rappresentato il primo appuntamento organizzato dal Centro Studi sulla Società del Rischio e la Gestione del Territorio (Sorget), costituito all’interno della Fondazione, che si propone di  analizzare da una prospettiva interdisciplinare lo studio del rischio e della responsabilità, delle politiche di prevenzione e di tutela del territorio e nel contempo della valorizzazione del paesaggio e del diritto al bello nella società contemporanea.

Le prima giornata dei lavori, apertasi con i saluti del presidente della Fondazione Turati Maurizio Degl’Innocenti  e presieduta dal direttore Luigi Tomassini, è inizialmente ruotata attorno alle tematiche del rischio ricostruite attraverso un approccio di storia culturale (Gianni Silei), da una prospettiva tecnico-operativa, legata rispettivamente alla sua percezione/cognizione (Dario Albarello) e alla elaborazione di scenari capaci di fronteggiare le conseguenze di contesti, come quelli delle attuali società post-industriali, altamente complessi (Davide Alexander). Si è quindi passati ad una serie di interventi che, adottando periodizzazioni differenti ma con l’obiettivo di fornire delle chiavi di lettura quanto più possibile di “lungo periodo” di alcune tipologie di rischi ed emergenze, hanno evidenziato il fenomeno della mediatizzazione delle alluvioni nella Francia di fine Ottocento (Jérôme Grévy), il rischio d’incendio e le alluvioni in ambito ispanico (Loris De Nardi e Armando Alberola Romá) e delle politiche di governo delle calamità in Italia in epoca liberale (Salvatore Botta). Una lettura in chiave antropologico-culturale con particolare attenzione al rischio vulcanico e al caso del Vesuvio (Giovanni Gugg) ha concluso una prima giornata di lavori che hanno prodotto, anche in sede di discussione a conclusione dei vari interventi, alcune interessanti suggestioni utili proprio per una lettura di queste tematiche in chiave interdisciplinare.

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La giornata successiva si è invece concentrata sulla dimensione giuridica del rischio, tema altrettanto rilevante, affrontata dal punto di vista dei mutamenti di prospettiva e delle continuità/discontinuità attorno a paesaggio e territorio (Paolo Passaniti), della responsabilità ambientale e del diritto penale del rischio come tutela postuma del territorio (Francesca Degl’Innocenti e Anna Lisa Maccari). Patricia Chiantera-Stutte ha poi delineato i tratti caratterizzanti della società del rischio evidenziando, attraverso i principali protagonisti del dibattito ideale e culturale, il nodo dell’uso politico delle paure legate ai vecchi/nuovi rischi delle società avanzate nel loro passaggio da una dimensione sociale/collettiva (e quindi solidaristica) ad una individualistica.

sorget2019cSi è poi passati all’analisi di alcuni casi specifici di risposte con differenti gradi di resilienza a eventi naturali e di natura antropica. Antonio Baglio ha illustrato la questione nevralgica della ricostruzione di Messina nel post terremoto e soprattutto durante la “seconda ricostruzione” seguita al secondo conflitto mondiale nel suo accompagnarsi alla “mutazione genetica” della città siciliana. Alessandra Ferrighi ha invece analizzato in chiave comparata un altro elemento nodale legato ai disastri. Nella fattispecie la difficile ricerca di un equilibrio tra la necessità di ricostruire e/o preservare l’identità delle comunità colpite e la questione della ricostruzione si è concentrata, con un contributo di grande impatto, sui casi di Longarone e delle altre comunità colpite dal disastro del Vajont e del caso di Venzone dopo il sisma del Friuli. Fabio Carnelli, tra gli animatori dell’originale esperienza di Sismografie, partendo da questo focus online nato dalla necessità di occuparsi delle pratiche di ricostruzione da molteplici prospettive ha prospettato alcune possibili linee di indagine legate all’analisi delle culture del rischio. Stefano Ventura, ricercatore del Sorget ed esperto in particolare del sisma che colpì Campania e Basilicata nel novembre del 1980, ha infine trattato, alla vigilia del  quarantesimo anniversario di quell’evento e con interessanti spunti di riflessione rispetto ad esempio al caso friulano, le dinamiche delle politiche di ricostruzione post-terremoto.

I contributi presentati nelle giornate di Casa Lapi verranno rielaborati e raccolti, in forma estesa, in una prossima pubblicazione.

Nei prossimi giorni, all’intero dello spazio dedicato a Sorget nel sito della Fondazione, verranno pubblicati ulteriori post con richiami a materiali, temi, spunti di riflessione emersi nel corso del convegno.

Il programma del convegno (file pdf)

 

Alcune immagini del Convegno – Cliccare sull’immagine per ingrandirla

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Dicembre 2019: Convegno Internazionale di Studi

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Il 5 e il 6 dicembre prossimi, la Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” e il Centro Studi sulla Società del Rischio e Gestione del Territorio (Sorget) organizzano un Convegno internazionale di studi che si propone di esaminare in ottica comparata e multidisciplinare le complesse dinamiche della società del rischio, dalla sua percezione in rapporto al tempo geologico e al tempo umano, alla sostenibilità ambientale, alla responsabilità dell’impresa, al governo dell’emergenza e alla prevenzione.

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Torino – 24 maggio 2019 – “Paolo Treves. Biografia di un socialista diffidente”

Torino, Polo del Novecento – Istoreto
Sala Memoria delle Alpi, via del Carmine n.13
24 maggio 2019, ore 17
La Fondazione di studi storici “Filippo Turati” annuncia
la presentazione del saggio
“Paolo Treves. Biografia di un socialista diffidente” di Andrea Ricciardi.

                               Paolo Treves

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Ignazio Silone

Schizzo originale del pittore polacco Jósef Czapski del penitenziario di Procida (dove morì Romolo Tranquilli, fratello minore di Ignazio Silone, il 27-10-1932). Silone teneva il quadro appeso in camera.

(Fondo Ignazio Silone, Fondazione di studi storici “Filippo Turati”)

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Convegno di Studi – Università per Stranieri di Perugia

Convegno di Studi “Fascismo, Antifascismo e Colonialismo”

Martedì 14 maggio 2019 – Università per Stranieri di Perugia

Aula Goldoni ore 11

 

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Ignazio Silone

In data 9 aprile u.s. il presidente prof. Maurizio Degl’Innocenti e il direttore prof. Luigi Tomassini si sono incontrati con il Sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, e la prof.ssa Ester Lidia Cicchetti, presidente del Centro studi Siloniano di Pescina, per definire un programma di attività sulla figura di Ignazio Silone. Al riguardo sarà sottoscritta un’apposita convenzione.

G. Costetti, Ritratto di Ignazio Silone_

G. Costetti, Ritratto di Ignazio Silone (Fondazione di studi storici “Filippo Turati”)

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