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Concorso nazionale “Matteotti per le scuole”, promosso dalla Fondazione di studi storici Filippo Turati e dalla Fondazione Giacomo Matteotti, in collaborazione con il MIUR per l’anno scolastico 2019-20

Sono risultati vincitori della V edizione per l’anno scolastico 2019/20 il Liceo scientifico statale “Leonardo da Vinci” di Treviso, l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Giuseppe Lombardo Radice” di Bojano (CB) e la Scuola Secondaria di primo grado I.C.S. “Sperone-Pertini” di Palermo.

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Chiusura Fondazione

La Fondazione sarà chiusa al pubblico dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 compresi. Vi auguriamo buone feste!

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Crisi della democrazia e populismo sovranista – Intervista a Emilio Papa

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In occasione della prossima uscita del volume Crisi della democrazia e populismo sovranista di Emilio R. Papa per i tipi FrancoAngeli, pubblichiamo l’intervista fatta dalla Fondazione al professore.

 

D. Lei conclude il suo libro con una interessante quanto singolare identificazione teoretica fra filosofia e storia. Su questo tema vuole riferire qualche suo spunto critico?
R. La democrazia è divenuta un valore assoluto. Affermato dalla storia. La quale nel suo cammino alterna età portatrici di progresso con decadimenti, con ripiegamenti. I suoi principi fondamentali sono divenuti la chiave per la verifica degli elementi qualificanti della vita politica in atto, ed accompagnano la storia rivelandone la direzione. C’è tuttavia da dire che ormai la lotta politica in atto nei Paesi di civiltà occidentale si richiama ai valori della democrazia soprattutto come ad un mezzo di propaganda elettorale. Tanto sempre più si colloca fra la politica che si predica e quella che si fa.
D. Anche i Paesi sovranisti, od i partiti populisti ove sono presenti quali aspiranti al potere, non si pongono senz’altro quali negatori della democrazia e del liberalismo…
R. …ma invocano poi principi che liberali non sono e si pongono alla testa di organizzazioni politiche le quali si reggono sull’autorità di un capo unico, il quale peraltro in politica estera predica rapporti… democratici fra “piccole patrie”, rette ognuna da spirito di lotta contro forme di associazionismo internazionale e di federalismo. La storia dimostra che siffatte posizioni portano ad una politica economica protezionistica di disastrosi effetti, ed a contrasti pericolosi, ed a guerre… proprio fra le “piccole patrie”!
D. Quale concezione, poi abbiano, per esempio della libertà elettorale….
R. Non tutti sanno che la democrazia nacque da una legge elettorale…
D. Largo all’aneddotica allora!
R. Entro subito in medias res, ma ben fuggevolmente. La democrazia fu scoperta da un patrizio (!) ateniese. Da Clistene. Il quale discendeva dalla stirpe degli Alcmeonidi, nota per la sua irriducibilità nel mantenersi su posizioni le più retrive nei confronti della plebe. Fu una legge elettorale la sua che ampliando il numero delle circoscrizioni ed aggiungendone sette dominate da una schiacciante maggioranza di neoelettori popolari presso i quali egli si era costruito una sua forza elettorale – lo portò alla vittoria. Subito dopo – siamo nel 508 a.C. – egli varò una legge con la quale istituì un’assemblea costituzionale, composta da 500 membri (50 per tribù).
D. Tornando all’oggi, come giudica la legislazione elettorale corrente in Europa, dopo tanti anni di democrazia?
R. Guardi all’Italia, quale esempio fra i non più felici. In gran parte i guasti della democrazia italiana dipendono… dal consolidato principio che ogni maggioranza che governasi arroga il diritto di modificare la legge elettorale, nel caso, rendendola conveniente per la propria parte politica. Tutto, naturalmente, viene fatto in nome della democrazia.

F.T.

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News – Luciano Della Mea

 Luciano Della Mea.
Un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ‘900

Il volume Luciano Della Mea. Un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ‘900, a cura di Marco Cini, raccoglie gli atti del convegno promosso presso la Gipsoteca di Arte antica di Pisa nel settembre 2017 per iniziativa della Biblioteca Franco Serantini di Pisa, in collaborazione con la Fondazione di studi storici Filippo Turati, l’Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino e l’Università degli studi di Pisa.
La Fondazione possiede le carte di Luciano Della Mea.

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Convegno di studi “La dignità del lavoro. Nel Cinquantennio dello Statuto dei Lavoratori 1970-2020” 4-5 dicembre 2020

Alcuni relatori collegati da remoto

 

Saluto e inaugurazione dei lavori del Presidente della Fondazione, prof. Maurizio Degl’Innocenti

La dignità del lavoro
I. La tutela della dignità del lavoro accompagna tutta la storia del sindacato dal suo nascere, e accompagna anche la vicenda del socialismo che, nelle sue varie espressioni, dell’etica del lavoro e della persona umana aveva fatto il centro di una pratica solidaristica e di una riforma complessiva della società nella libertà. La prima fase del “costituzionalismo in fabbrica” risale agli inizi del ‘900, quando – come disse un sindacalista – con i regolamenti in fabbrica era “il lavoro che afferma(va) i suoi diritti contrattuali, pieni”, contro i poteri discrezionali del datore del lavoro. Erano i primordi del sindacato, con le Camere del lavoro e le federazioni di mestiere, in lotta per la legittimità del suo stesso operare, fuori e dentro la fabbrica con le commissioni interne, per il controllo del collocamento, per l’affermazione di una magistratura probivirale, per una prima legislazione di tutela del lavoratore e della lavoratrice, e poi sul welfare state. Ritengo che negli anni la Fondazione abbia dato contribuiti importanti, di recente con il Turati giuslavorista di Passaniti o le pubblicazioni sulla legge di tutela del lavoro femminile e minorile del 1902, o sul contratto delle risaie del 1907. Mi limito qui ad osservare che allora c’era una grande spinta sociale, con lo sviluppo del partito socialista, del movimento cooperativo, con la nascita della CgdL: era la prospettiva che il nuovo secolo fosse l’alba del riscatto del lavoratore”. Ed era parte integrante della svolta liberale della società nel suo complesso.

continua nel link 

 

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Necrologio Angelo Sabatini

ANGELO SABATINI (1928 – 2020)

Con Angelo Sabatini è scomparso un caro amico e un autorevole studioso, di viva intelligenza e di non comuni doti umane, costantemente impegnato per il bene comune.
Discepolo di Franco Lombardi, si indirizzò allo studio della filosofia morale e politica, con contributi su Voltaire, Goethe, Kierkegaard, Nietzsche. Come studioso di etica sociale affrontò tematiche complesse e di grande attualità, come il rapporto tra morale e medicina nella prospettiva di una medicina antropologica (1983), le frontiere della mente (1995), le dinamiche della videopolitica (2002).
Accanto al profilo dello studioso si segnalò per un’intensa attività divulgativa e formativa, collaborando alla RAI, a master di giornalismo, a giornali e riviste. Tra queste sono da ricordare <<il Cannocchiale>>, che fondò nel 1976, e <<Tempo presente>>, la rivista di Silone e Chiaromonte, di cui assunse la direzione nel 1980.
Militò nella corrente del socialismo italiano che si riconosceva nelle posizioni e nell’eredità di Giuseppe Saragat, in linea con la socialdemocrazia europea, consolidando l’attitudine pragmatica e riformista in una visione laica della politica che non ammetteva dogmi e pregiudizi.
Alla presidenza della Fondazione Matteotti portò passione e capacità organizzativa riuscendo a motivare intorno a sé un gruppo di collaboratori, non numeroso ma assai valido, grazie al quale essa è diventata una vitale e autorevole istituzione culturale.
Negli anni la Fondazione di studi storici “Filippo Turati” si è trovata insieme alla “Matteotti” in iniziative di grande prestigio e promosse per lo più in sinergia con istituzioni pubbliche, in un rapporto esemplare di rigorosa collaborazione.
Alla famiglia, agli amici della Fondazione “Matteotti” vanno le profonde condoglianze mie personali e del comitato scientifico della Fondazione di studi storici “F.Turati.

 Il Presidente

                                                                 Prof. Maurizio Degl’Innocenti

Prof. Maurizio Degl’Innocenti, On. Laura Boldrini Presidente della Camera dei Deputati e Prof. Angelo Sabatini a Montecitorio in occasione della Commemorazione di Giacomo Matteotti a novant’anni dalla morte (10 giugno 2014)

 

Al centro il dott. Alberto Aghemo, il prof. Maurizio Degl’Innocenti, la dott.ssa Maria Costanza Cipullo Referente per la prevenzione e l’educazione alla salute – Ministero dell’Istruzione Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento Scolastico e il Prof. Angelo Sabatini in occasione della premiazione del concorso “Matteotti per le scuole” presso la sede del MIUR nel 2018.

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NEWS ARCHIVIO

CARTE DELLA DIREZIONE DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
In collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana sono state inventariate le carte della SEGRETERIA BETTINO CRAXI (1980-1993) e del DIPARTIMENTO INTERNAZIONALE (1971-1993).

Visita di Bettino Craxi alla Fondazione, con Giorgio Spini e Gaetano Arfé, il 19 settembre 1989.

 

FONDO ALBERTO NIRENSTEIN E WANDA LATTES
In collaborazione con lo SDIAF, le carte versate dalla famiglia nel 2019 sono state riordinate ed è in corso l’inventariazione della I Serie Corrispondenza.

Alberto Nirenstein e Wanda Lattes.

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Il divorzio in Italia (1 dicembre 1970/1 dicembre 2020)

La legge che consente lo scioglimento del matrimonio è la numero 898 del 1 dicembre 1970, ed ebbe promotori il socialista Loris Fortuna e il liberale Antonio Baslini. Il provvedimento fu varato con un governo di centro-sinistra presieduto da Emilio Colombo e con vice Francesco De Martino, su esplicita richiesta dei socialisti e dei laici. La Democrazia cristiana accettò, ma in cambio impose il ricorso al referendum abrogativo, che in effetti si tenne nel 1974, con esito negativo. Era la prima volta che nel secondo dopoguerra la Dc andava in minoranza nel Parlamento, e l’esito del referendum sancì la conseguita laicizzazione della società italiana, tra le ultime in Europa sul regime matrimoniale. Fu un colpo anche contro il maschilismo patriarcale, certo non decisivo, ma assai significativo, tanto che di lì a poco, nel 1975, sarebbe stata approvata anche la riforma del diritto di famiglia. Insomma, fu un evento di civiltà. Per comprenderne la portata sia sufficiente ricordare che la prima e ultima volta dell’inserimento dell’introduzione del divorzio in un programma di Governo fu con l’Esecutivo Zanardelli-Giolitti del 1901-3, quello della “svolta liberale”. Allora la protesta di massa dei cattolici e delle gerarchie ecclesiastiche consigliò il Governo a soprassedere dall’obiettivo che pure era già stato annunciato dal Re nel discorso della Corona. Successivamente non se ne parlò più, per oltre sessant’anni…
(Maurizio Degl’Innocenti)

Opuscoli e testate della campagna divorzista degli inizi del ‘900 (BIBLIOTECA della Fondazione di studi storici “F.Turati”)

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Convegno “La dignità del lavoro. Nel cinquantennio dello Statuto dei Lavoratori 1970-2020”

La Fondazione annuncia il Convegno di studi

“La dignità del lavoro. Nel Cinquantennio dello Statuto dei Lavoratori 1970-2020”

4-5 dicembre 2020 | La partecipazione sarà da remoto

Clicca qui per la brochure con il programma.

 

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Le olimpiadi della bellezza. Storia del concorso di Miss Italia 1946-1964

Presentazione online del volume Le Olimpiadi della bellezza – Storia del concorso di Miss Italia (1946-1964)

di Marzia Leprini  martedì 24 novembre 2020 alle ore 14,00 in diretta streaming.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo in collaborazione con la Fondazione di studi storici “Filippo Turati”.

Il volume di Marzia Leprini è edito nella collana Contemporary della Fondazione per i tipi Pacini.

 

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